Troppi Preti Troppe Suore, Margherita Vicario: ascolta la nuova simpatica canzone (con testo)

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In Troppi Preti Troppe Suore, la cantautrice romana Margherita Vicario se la prende con tutte quelle persone che impongono un giudizio morale sulla vita degli altri.

E’ più o meno questo il concept del brano, che nasce da un dialogo tra Margherita Hack e un uomo di chiesa, in cui un moderatore faceva delle domande esistenziali sulla nascita, sulla morte e sull’infinito, dando quindi voce a 2 punti di vista completamente differenti: quello scientifico e quello dogmatico.

E’ stato questo a ispirare la cantante classe 1988 nello scrivere la canzone in oggetto (il testo e l’audio), prodotta dal torinese DADE, al secolo Davide Pavanello.

Troppi Preti Troppe Suore vede la partecipazione di un coro di bambini di Battipaglia, che sentiamo nella parte finale. Si tratta della quarta traccia inserita in Bingo, secondo album della Vicario, uscito il 14 maggio 2021 per INRI e Island/Universal, a sei anni e mezzo dal disco d’esordio Minimal Musical. Anticipato da Abaué (morte di un trap boy), Mandela, Romeo, Giubbottino, Piña colada, Pincio, Orango tango e Come va, il disco propone ulteriori sette tracce inedite. I brani sono stati tutti prodotti da Dade, ad eccezione di Giubottino, prodotto con la collaborazione di Dardust. Bingo è disponibile nel formato dibitale, nel classico CD e in vinile (LP rosso e LP rosso autografato).

copertina album bingo

Testo Troppi Preti Troppe Suore di Margherita Vicario

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[Strofa 1]
Madonna, quanto tempo perdo
Perché ci provo e non ci riesco?
E io che odio chi fa il triste
Oddio, mi sa che c’ho la peste!
Ci sarebbero cose di cui parlare
Ma se relativizzi tutto, tutto perde di valore
E allora piano piano pratico, cerco il millimetro
Amore, sì, ti tratto con amore, quello è il minimo

[Pre-Ritornello]
Oh, ma come si farà?
Parlan tutti a vanvera
Aspetta, mo mi impegno, frasi random, ritornello

[Ritornello]
Quando ballo non mi riconosco
Quand’ero magra mi sentivo un cesso
Mi ha baciato sotto al ristorante
C’ha una famiglia, quel deficiente
E mi chiamano, ma non ci vado
Mi curo, ma tendo al degrado
Non riesco proprio a empatizzare
Troppi preti e troppe suore

[Post-Ritornello]
Troppi preti e troppe suore, ma è possibile? Oh signore
Ancora dicono la loro nel 2029
Come fossero dei leader di sinistra da ascoltare
Ma da secoli se sa, so’ i preti che vanno a pu**ane

[Strofa 2]
Chiedo scusa a chi ci crede e spera nel trascendentale
Pure io c’ho i miei santini e ascolto le loro parole
Scienziati, mezzi pazzi, son poeti e gran pittori
Sono astronomi devoti, sono artisti, son dottori

[Pre-Ritornello]
Oh, ma come si farà?
Parlan tutti a vanvera
Aspetta, mo mi impegno, frasi random, ritornello

[Ritornello]
E quando ballo non mi riconosco
Quand’ero magra mi sentivo un cesso
Mi ha baciato sotto al ristorante
C’ha una famiglia, quel deficiente
E mi chiamano, ma non ci vado
Mi curo, ma tendo al degrado
Non riesco proprio a empatizzare
Troppi preti e troppe suore

[Bridge: coro di bambini di Battipaglia]
Io il senso di colpa ancora non ce l’ho
Quindi vaffammocca, dove non lo so
‘Na guallera ‘sta storia del peccato originale
Che infatti anche a mia madre la trattate sempre male
Non lo voglio a colazione pane secco e marmellata
Io ci voglio la Nutella sulla fetta biscottata
E non mi devi rompere, a messa vacci tu
Non sono un figlio di Maria e neanche di Gesù

[Ritornello: coro di bambini di Battipaglia]
E quando ballo non mi riconosco
Quand’ero magra mi sentivo un cesso
Mi ha baciato sotto al ristorante
C’ha una famiglia, quel deficiente
E mi chiamano, ma non ci vado
Mi curo, ma tendo al degrado
Non riesco proprio a empatizzare
Troppi preti e troppe suore

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