Ascolta Lacri-ma, nuova bella canzone di Gazzelle (con testo)

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Rilasciato il 10 novembre 2020 su Maciste Dischi, Lacri-ma è un particolare, originale e bellissimo singolo del cantautore romano Gazzelle, che segue Destri, ultima fortunata release dell’amato artista classe 1989, resa disponibile il precedente 25 settembre.

Ascolta e leggi il testo di questo brano che sta già diventando virale, scritto a quattro mani con Federico Nardelli, che ha anche curato la produzione. I fan hanno infatti per l’ennesima volta apprezzato la nuova musica di questo genio, un artista che con le proprie canzoni è in grado di colpire dritto al cuore gli ascoltatori, di far provare loro tante emozioni, riuscendo anche a commuoverli e strappando quindi loro qualche “Lacrima“.

Dicevo in apertura che questo malinconico pezzo è molto particolare in quanto Flavio Bruno Pardini, meglio conosciuto come Gazzelle, fa abilmente, come da titolo, tanti giochi di parole, con il finale di una parola che si interseca con l’iniziale di quella successiva. Nella traccia, Flavio racconta il triste stato d’animo di una ragazza e si rammarica di non essere stato al suo fianco in quei momenti di sofferenza.

copertina canzone lacrima by gazzelle

Lacri-ma Gazzelle testo

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[1a Strofa]
Mentre ti scende una lacri-ma non sai da dove vie-nerissimi gli occhi si sporca-non è come pensavi te
E ti fa un po’ male
Tutto si sposta, si muo-veloce come un uraga-non c’ero
Ti chiedo scusa
E non sapevo bene com’era
E mi fa un po’ male

[Rit.]
Guarda che bella giorna-t’avrei tenuto vici-non potevo capi-respirami addosso ancora un po’, ti prego
Non riesco a mangiare

[2a Strofa]
Mentre cammini per stra-da sola come un’astrona-verissima in mezzo alle stel-le mani tue sembrano fiumi
Che portano al mare
Perderti dentro la piog-già sono le otto di se-raccontami cosa volevi
Vivere non è poi male
Se ti sai asciugare

[Rit.]
Guarda che bella giorna-t’avrei tenuto vici-non potevo capi-respirami addosso ancora un po’, ti prego
Non riesco a mangiare

Guarda che bella giorna-t’avrei tenuto vici-non potevo capi-respirami addosso ancora un po’, ti prego
Non riesco a mangiare