Aiello – La mia ultima storia: audio e testo della nuova canzone

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La mia ultima storia è un singolo del cantautore Antonio Aiello, disponibile ovunque da venerdì 6 settembre 2019 via RCA Records: leggi il testo e ascolta la nuova canzone scritta di suo pugno e prodotta da Alessandro Forte & Iacopo Sinigaglia.

Sulle orme del successo di Arsenico (miglioni di streams e di visualizzazioni del video ufficiale), l’emergente artista cosentino ma romano d’adozione torna alla ribalta con questo interessante brano, che sarà incluso nel debut album, sul quale non si hanno ancora notizie.

Si tratta di una canzone intensa e malinconica, nella quale l’interprete canta i ricordi belli e meno belli relativi ad una relazione che non riesce proprio a cancellare, il tutto senza provare tristezza e rancore, bensì con la necessità di iniziare un nuovo capitolo, di vedere nuova luce.

copertina canzone La mia ultima storia

Aiello – La mia ultima storia testo

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La mia ultima storia
non è più disponibile
dopo 24 ore
è tornata invisibile
e non la trovo nel frigo
neppure dietro al mio petto
e se mi chiedi, ho scordato
come si dorme in un letto

E non mi dite che basta
che basta tornare al mare
che basta bere e ballare
che cambia l’ora legale.

Ed ho comprato la maglia più larga e c’è spazio per te
avvicinati al petto, ho le scarpe nuove
come piacciono a te
ma le userò per correre lontano
ed ho comprato una maglia più larga e c’è spazio per te
avvicinati al petto, ho le scarpe nuove
come piacciono a te
ma le userò per correre lontano.

La mia ultima storia
aveva gli occhi di un verde
che a fissarli sembrava di stare
nella foresta Amazzonica
ed è per questo che adesso
odio il verde e quegli occhi
ma siamo come la neve
senza un motivo si ride.

Ed ho comprato la maglia più larga e c’è spazio per te
avvicinati al petto, ho le scarpe nuove
come piacciono a te
ma le userò per correre lontano (lontano, lontano)
ed ho comprato una maglia più larga e c’è spazio per te
avvicinati al petto, ho le scarpe nuove
come piacciono a te
ma le userò per correre lontano.

E sono quattro anni
e sono 4 anni

Mi devi Parigi, l’ultima neve in città
mio devi le pizze, che ho lasciato a metà
Mi devi Parigi, l’ultima neve in città
mio devi le pizze, che ho lasciato a metà
mi devi il sorriso spento di fronte al mare
mi devi le notti passate a soffocare
mi devi i risvegli senza la musica
la colazione solo di domenica
e tutte le ragazze che non ho vissuto
che solo su di te mi sarei abbattuto.

Avrei aspettato una stella
l’ultima notte di stelle
e non per fare il romantico
ma per lasciarti nel panico.


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