Ascolta Sirene, duetto di Fedez con Malika Ayane (+ testo)

Sirene è una nuova canzone di Fedez in duetto con Malika Ayane, contenuta nel nuovo fortunato album Pop-Hoolista pubblicato il 30 settembre 2014. Ad oltre 2 mesi dal rilascio, il disco è ancora nella top ten nella classifica stilata dalla FIMI relativa agli album più venduti in Italia.

L’attuale giudice di X Factor 2014, sforna continuamente dischi e brani di successo, come ad esempio i primi 2 singoli estratti dall’ultimo lavoro “Generazione bho” e soprattutto “Magnifico ft. Francesca Michielin” rilasciato il 31 ottobre e stabile al secondo posto dei singoli più scaricati in Italia, sia su iTunes che nella chart FIMI.

Sirene è una delle canzoni più interessanti dell’intero progetto, e non mi meraviglierei che diventasse singolo a tutti gli effetti. Lo testimonia la continua scalata su iTunes, dove attualmente occupa la trentanovesima posizione, non male per una semplice traccia. Molto interessanti anche i brani L’amore eternit ft. Noemi, e la title track con Elisa Toffoli, dei quali parleremo prossimamente.

Siete curiosi di ascoltare l’inedito? Cliccate sull’immagine sottostante per l’anteprima di trenta secondi. Per la versione integrale è sufficiente creare gratis un account su Deezer.com. Dopo la cover potete leggere le parole che compongono il brano.

Pop-Hoolista-cd-cover-fedez

 

Testo Sirene – Fedez ft. Malika Ayane (Digital Download)

Il loro canto tiene sveglia la città,
ugole di plexiglass.
Stelle intermittenza sulla boulevard.
Arcobaleni in plastica.

Stanno arrivando e sono per te.
Ti stanno chiamando e vogliono te.
Senti, stan cantando solo per te.
Si stanno avvicinando.

Il sogno più grande è permettersi di camminare sulle proprie gambe,
come le sirene.
Iniezioni di fiducia, ma non trovano le vene,
coperte dalle squame, come le sirene.
Mi devo rianimare in un paese non cosciente,
voglia di mal di mare, perchè non si muove niente.
Bere come le sirene, come l’etilene,
se conviene bene, sennò come viene, viene.

Guardando l’aurora con le facce stanche,
con l’acqua alla gola sognando le branchie.
Siamo soggetti all’usura del tempo,
ma ancora di più a quella delle banche.
Se tocchi il fondo per forza risali,
ma spesso le perle son giù nei fondali.
Davanti alla sfiga, apparire cordiali,
mai sanguinare davanti agli squali.
Sono pesci grossi con palati fini,
la realtà nuda e cruda, bikini e sashimi.
Col mare, le falle, con i polpi vivi,
calmare le acque con i sedativi.
E’ un circolo vizioso, non un circolo polare,
con più S35 che in battaglia navale.
Più cerchi di nuotare, più ti vogliono affogare.
Ti diranno mani in alto quando tu sei in alto mare.

Stanno arrivando e sono per te.
Ti stanno chiamando e vogliono te.
Senti, stan cantando solo per te.
Si stanno avvicinando.

Ulisse si è legato per resistere,
tu devi resistere per non farti legare.
Non devi annegare, ma ti devi allenare.
Gare di resistenza, pubblico ufficiale.
Posti di blocco, posti al confine,
barricate, barriere coralline.
Con gli sguardi bassi su un gelo di sassi,
ti porta a guardare le stelle marine.

Il loro canto tiene sveglia la città,
ugole di plexiglass.
Stelle intermittenza sulla boulevard.
Arcobaleni in plastica.

Stanno arrivando e sono per te.
Ti stanno chiamando e vogliono te.
Senti, stan cantando solo per te.
Si stanno avvicinando.

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