Le Luci della Centrale Elettrica, Ti vendi bene: testo e video ufficiale

0

Le Luci della Centrale Elettrica hanno rilasciato il video ufficiale che accompagna Ti vendi bene, il nuovo singolo estratto dall’ultima fatica discografica Costellazioni, disponibile dal 4 marzo 2014 per La Tempesta Dischi.

Ad oltre un anno dal rilascio dal terzo disco in studio, il gruppo indie folk rock capitanato da Vasco Brondi ha reso disponibile il filmato diretto e montato da Annapaola Martin, che mostra immagini del concerto di Roma a cura di Dandaddy e riprese opera di Saiara Pedrazzi del concerto di Firenze.

Per questo video, forse l’ultimo della terza era discografica, s’è scelto di racchiudere in poco meno di tre minuti, un anno di concerti, migliaia di chilometri e di incontri.

Si tratta di una canzone, che quando iniziava durante i concerti faceva scatenare una festa tra i fans, un brano dedicato “a questi anni disillusi ed allo stesso tempo pieni di desideri da avverare, ma anche a questi posti, a questa terra di santi, di poeti che muoiono di fame, di navigatori satellitari e di esploratori spaziali. Il brano è un saluto e contiene un augurio speciale: è una notte buia e meravigliosa, l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa” ha affermato l’ideatore del progetto Le Luci della Centrale Elettrica, Vasco Brondi.

Per vedere su Youtube le immagini del nuovo videoclip, cliccate sull’immagine sottostante.

ti-vendi-bene-video-luci-centrale-elettrica

Testo Ti vendi bene (Digital Download)

I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda,
questa volta il somigliare agli altri non la salva.
I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda,
questa volta il somigliare agli altri non le basta.
Bandiera rossa sventolerà ma solo sulla costa del mare in tempesta,
qualcuno gridava “La luna al popolo”
poi la mattina fa il rumore di una saracinesca che si alza.
E Debussy è caduto nella Senna.

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

È una giornata fredda e luminosa
l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.
È una notte buia e meravigliosa
L’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.
Una nuova ondata di freddo è attesa
in questa strada che ha il nome di una santa
e in questo aprile che sembra novembre.
Ridono contemporaneamente in due zone diverse
piangono contemporaneamente ma in due zone diverse
e ridono contemporaneamente in due zone diverse
piangono contemporaneamente ma in due zone diverse.
Tre operai, quattro camerieri, cinque studenti, sei nullafacenti,
tra aspirazioni, delusioni e un grande amore qualsiasi.
In terra di santi, di poeti, di navigatori satellitari, di fiori solo dai fiorai.
Goodbye new economy goodbye, goodbye new economy goodbye.

Sei hai una discoteca vuota nell’anima
se senza paura cammini di notte sul ciglio di una strada
bella come una grande città quando la gente è addormentata
agitata come la bandiera scolorita di chi in qualche modo ce la farà
immenso smarrimento immensa libertà.

Bandiera rossa trionferà ma solo sulla costa del mare in tempesta.
Qualcuno gridava “La luna al popolo”
poi la sera fa il rumore di una saracinesca che si abbassa.
E Mozart è a letto con la febbre alta.

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?