Nerone & Clementino duettano in “Radici”: audio e testo della bella canzone

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Il rapper milanese Nerone e il collega campano Clementino, hanno unito le forze in Radici, gradevole singolo rilasciato l’11 dicembre 2020 e accompagnato da un visual video che omaggia il compianto Diego Armando Maradona, Napoli e Milano. Il testo e la clip.

Scritta dai due artisti con la collaborazione di Andrea Ciaudano, Giuseppe Caliendo e Paolo Serracane, l’intima canzone vede Massimiliano e Clemente ribadire la propria abilità tecnica nella scrittura e come da titolo, a suon di rime, ribadiscono le rispettive radici, riuscendo a creare un racconto coeso e molto sentito inerente il loro passato, nonostante provengano da realtà decisamente differenti.

copertina brano radici

Il testo di Radici di Nerone e Clementino

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[1a Strofa]
I posti passionali e gli occhi più assonnati
Sui vagoni quanti viaggi tutti frastornati
Io di passo passo tutti bastonati
Partito dal basso scalo i campionati
Dagli isolati con i casolari
Coi casi umani riuniti, isolati
Bulli ignorati e beni pignorati
Balordi evoluti e balordi volati
Volavo
Volevo volare e voltavo le pagine al vocabolario
Vivevo la vita vedendo solo da lontano
Strappavo le pagine al diario
E nel buio dei tuoi occhi sono il sole io
Non ho niente di speciale sono solo io (solo io)
E non ci chiamo più nessuno io, amore mio
Io ho una vita qui davanti ma la vuole Dio
Lascio Tokyo nei casini come Rio, li a metà strada
Con la cicatrice aperta non mi è passata
Mi ritrovo con la bocca impastata
Con la scusa, li, pronta incastrata
A ripetere di nuovo tutta la menata
Che la vita è a modo mio e non ne voglio un’altra
Passami la palla, qui è tutto una palla
Qui la vita è verità dietro ad ogni palla
Alle medie una palla poi nello stereo a palla
La mia voce a palla, matta, la carriera che balza
Giù e su
Come le radici che ho al Sud
Okay

[Rit.: Clem., Ner.]
E saglì ngopp o ciel
Cà forz re parol
Canto la mia città
Per lei io do la vita
E saglì ngopp o ciel
Cà forz re parol
Canto la mia città
Per lei io do la vita
Le radici che ho dentro
Sono identiche a me
E questo sono io
E più vero non c’è
E saglì ngopp o ciel
Cà forz re parol
Nananananana
Nanananananana

[2a Strofa: Clementino]
I passi passionali, gli occhi più assonnati
Su ste notti per le strade tutti male
Mangio champignon, risotto ai frutti di mare
Chi vuole luccicare poi nei dubbi ci cade
Versi delle cicale, si, lo potevo citare
Ma maledetto quel giorno io mi volevo fidare
Tutti i problemi inutili devo raccontare
Un artista senza le radici non può stare
Hai visto un mostro pronto in posizione
L’areo è in rotta di collisione
Ho visto bella la coalizione
Vi trovo sempre localizzazione
La strada parla, conosce i problemi
La gente sa qual è la verità (ah)
Le volte che ero fuori dagli schemi
Ma almeno chest song e chest facc
Vuoi spostarti dal ragionare
Il cuore scotta, livello infame
Apro ‘sta porta per vomitare
E tra la folla dopo sgomitare
Sparo un colpo in aria nel mio show finale
Ci vuole molta forza, non so cosa fare
Come guardare una foglia e capire come cade
Abbandonare la soglia con il mio commensale
Perso nelle strade dove non c’è Dio
L’agonia mentale mi fa scappare, prego
Ma datti da fare, stai a sentire a zio
La malattia letale è solo stare fermo

[Rit.: Clem., Ner.]
E saglì ngopp o ciel
Cà forz re parol
Canto la mia città
Per lei io do la vita
E saglì ngopp o ciel
Cà forz re parol
Canto la mia città
Per lei io do la vita
Le radici che ho dentro
Sono identiche a me
E questo sono io
E più vero non c’è
E saglì ngopp o ciel
Cà forz re parol
Nananananana
Nanananananana