Negramaro, Sei tu la mia città: testo e video ufficiale

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Aggiornamento: è di Gabriele Surdo la regia del filmato che accompagna il singolo dei Negramaro, Sei tu la mia città, un brano scritto da Giuliano Sangiorgi. Per vedere il filmato su Youtube cliccate sull’immagine in basso.

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Scritto originariamente in data 24 aprile 2015

Sei tu la mia città è il titolo del nuovo singolo dei Negramaro rilasciato negli store digitali ed in rotazione radiofonica da venerdì 24 aprile 2015.

Ad oltre un anno di distanza dall’inno dei mondiali di calcio in Brasile “Un Amore Così Grande“, la pop rock band salentina torna alla ribalta con questa canzone, che fa da apripista ad un nuovo progetto discografico ancora senza titolo e data d’uscita La Rivoluzione Sta Arrivando, in uscita il 25 settembre 2015. Il nuovo lavoro farà seguito a Casa 69 (2012).

Per l’occasione, il gruppo ha caricato su Youtube un video di presentazione dell’inedito, cantato da Giuliano Sangiorgi accompagnato dal pianoforte.

Davvero niente male il nuovo brano dell’amata band pugliese, che potete ascoltare gratuitamente ed integralmente su Spotify, cliccando sull’immagine sottostante relativa alla cover.

A seguire, potete invece leggere il testo completo di questa nuovissima canzone dei Negramaro, scritta da Giuliano Sangiorgi ispirato dai viaggi del gruppo tra la Puglia, Madrid, New York, Londra e Nashville.

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Testo Sei tu la mia città – Negramaro (Digital Download)

[Verso 1]
La strada si aggroviglia nei tuoi capelli
i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi
hai il cuore che sa di asfalto e di preghiere
e le macchine che attraversano senza più guardare
e sciogliti i capelli nel fango solo se ci riesci
allacciami i tuoi dubbi, alle scarpe se poi tu non mi credi
se non mi credi

[Verso 2]
Il cielo lo reggono ancora i miei difetti
le mani si incastrano e formano grattacieli
le scuse attaccale bene così non cadi
le unghia affilate resistono tagliando i vetri
e asciugami i pensieri, col fiato degli ultimi alberi
accendimi di notte, le insegne dei più bei ricordi
concedimi la pace e i treni senza più rimorchi
e puntami negli occhi, come un tram a fari spenti
investimi di luce, se non mi vedi ancora in piedi

[Ritornello 1]
Sei tu la mia città
se tu la mia città
che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perché tu sei la mia città
sei tu la mia città

[Verso 3]
Le case che aprono le gambe agli sconosciuti
e le chiese sono bocche di donna coi fucili appesi
le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni
il fumo porta via con se gli ultimi avanzi
nascondimi dagli altri, son troppo comodi i tuoi denti
e sputami poi fuori, quando stenderai i tuoi panni
e lavami nel fiume, se vorrai ancora indossarmi
e imboccami le maniche, quando pioverà dei muri
e soffiami sul mondo, come quasi fossi vento

[Ritornello 2]
Sei tu la mia città
sei tu la mia città
che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perché tu sei la mia città
sei tu la mia città
che si colora quando è sera
mentre (vicoli?) sei nera
e ti ricordi solo allora
della tua vera natura
e hai bisogno un pò di me
per sentirti meno sola
per sentirti una città
che resta sempre ancora accesa

[Ritornello 3]
Sei tu la mia città
sei tu la mia città
che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perché tu sei la città
sei sempre e solo la città
che si colora quand’è sera
mentre (vicoli?) sei nera
e ti ricordi solo allora
della tua vera natura
ed hai bisogno un pò di me
per sentirti meno sola
per sentirti una città
che resta sempre ancora accesa
sei tu la mia città
sei tu la mia città
sei tu la mia città