Mecna, Favole: testo e video ufficiale (nuovo singolo)

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Si intitola Favole il secondo singolo di Mecna estratto dal nuovo album Laska, secondo disco in studio da solista del rapper Corrado Grilli, disponibile dallo scorso 27 gennaio.

Dopo il precedente ottimo Non Dovrei Essere Qui, Grilli ha scelto la tredicesima ed ultima traccia del progetto, che ricordiamo è stato prodotto da esponenti non legati all’Hip Hop bensì alla musica elettronica come Yakamoto Kotzuga e Iamsefie, ed esponenti del rap come Big Joe, The Ceasars, Clefco e Fid Mella.

Questa canzone è accompagnata dal video ufficiale rilasciato in data odierna nel canale Youtube di Mecna.

Per gustarvelo cliccate sull’immagine sottostante, dopo la quale potete leggere le parole che compongono questo pezzo.

favole-video-mecna

Testo Favole – Mecna (Digital Download)

Come fai a non risalire dalla corrente che ti ha spinto così in basso?
non so com’è sbarazzarmi di te
come mai non mi cerchi più ora che hai smesso di forzare ogni sorriso?
non so com’è liberarmi di te
noi non abbiamo niente più da dividere
più è complicato e meno sembra difficile
quasi quanto fermare il tempo
a ogni stronzata che fai
non raccontarmi le tue favole,favole (non raccontarmi le tue favole)
non raccontarmi le tue favole,favole (non ci credo più)
non raccontarmi le tue favole,favole
non raccontarmi le tue favole,favole
non raccontarmi le tue..

Sembra un po’ assurdo
ma più provo a rifletterci
e più mi prendo male (prendo male)
non so se andarci incontro
o nascondermi per il gran finale
(non raccontarmi le tue favole che non ci credo più)

non raccontarmi le tue favole (non ci credo più,non ci credo più)
non raccontarmi le tue favole
non raccontarmi le tue favole
(non ci credo più,non ci credo più)
non raccontarmi le tue favole
non raccontarmi le tue favole

Perdo tempo a tenermi strette le persone
che quasi gioiscono
che quasi quasi quando scompari nessuno ti ha visto
nessuno c’ha fatto caso
puoi essere andato in Egitto
per me non ci vuole una svolta
ma un imprevisto
è sleale
ogni insulto qui è mentale
se rimani coi piedi per terra sei un fallito
se diventi un mito sei un infame
io ho costruito
disfatto
inasprito
se fossi rimasto giù
sarei stato lo stesso un figo
tutti vogliono i soldi di qualcuno
senza sforzi per farli
senza l’ombra di un posto sicuro
sempre all’oscuro
nell’ombra degli altri
non raccontarmi di come ce l’hai fatta
perché
qua siamo noi e basta
noi e basta
noi e basta
noi e basta

noi non abbiamo niente più da dividere
più è complicato e meno sembra difficile
quasi quanto fermare il tempo
a ogni stronzata che fai

Sembra un po’ assurdo
ma più provo a rifletterci
e più mi prendo male (prendo male)
non so se andarci incontro
o nascondermi per il gran finale
(non raccontarmi le tue favole che non ci credo più)