Caparezza – China Town: testo, audio e video ufficiale

 

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Aggiornamento: è uscito il video ufficiale che accompagna China Town, il nuovo singolo del rapper Caparezza estratto da Museica. Il filmato è stato diretto da Jacopo Rondinelli e mostra Michele Salvemini in una Chona Town virtuale… Le animazioni sono opera di Peppo Bianchesi, Simone Gottardo e lo stesso Rondinelli. Nella descrizione si legge che questo è un brano d’amore per l’inchiostro e per la scrittura. Se ne sta lì, nero su bianco, come il quadrato di Malevich…

Guarda il videoclip

28 agosto 2014
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Si intitola China Town il nuovo singolo di Caparezza, quinto estratto dall’album Museica pubblicato lo scorso 22 aprile da Universal Music.

Come ormai saprete, ogni singola traccia del disco è un omaggio ad opere d’arte pittorica, ed anche questo pezzo scritto da Caparezza, segue la stessa linea. Questa canzone trae infatti ispirazione dal quadro di Kazamir Malevich “Quadrato Nero”.

China Town entrerà in rotazione radiofonica a partire da venerdì 29 agosto 2014, è stata definita da Michele Salvemini alias Caparezza come “la mia prima ballad. E’ una canzone d’amore per l’inchiostro e per la scrittura. Se ne sta lì, nero su bianco, come il quadrato di Malevich“.

L’artista si accinge a concludere la lunga tournee estiva. Il Caparezza tour 2014 sbarcherà a Cagliari il 30 agosto, ed il 6 e 7 settembre farà tappa a Bologna e Firenze. Ad ottobre partirà invece il tour europeo che al momento prevede le seguenti date: 7ottobre, Sala Apollo (Barcellona); 9 ottobre, Le Bellevilloise (Parigi); 10 ottobre, Vk (Bruxelles); 12 ottobre, Koko (Londra); 13 ottobre, Melk (Amsterdam). Il rapper effettuerà 2 live anche negli Stati Uniti in occasione del Festival Hit Week: il 5 novembre concerto a Los Angeles e l’8 novembre a Miami (Band Shell Amphiteatre).

Di seguito potete ascoltare l’audio e leggere il testo della canzone China Town.

Ascolta l’audio

Testo China Town – Caparezza
Non è la fede che ha cambiato la mia vita, ma l’inchiostro
che guida le mie dita, la mia mano, il polso.
Ancora mi scrivo addosso amore corrisposto
scoppiato di colpo come quando corri Boston!
Non è la droga a darmi la pelle d’oca ma
pensare a Mozart in mano la penna d’oca là
sullo scrittoio a disegnare quella nota Fa
la storia senza disco nè video nè social.
Valium e prozac non mi calmano datemi un calamo o qualche penna su cui stampano
il nome di un farmaco.
Solo l’inchiostro cavalca il mio stato d’animo,
chiamalo Ippotalamo,
lo immagino magico tipo Dynamo
altro che Freud, un foglio bianco,
per volare alto lo marchio come le ali di un Albatros.
Per la città della China mi metto in viaggio, da bravo,
pellegrinaggio ma non a Santiago, vado a China Town.
Vado dagli Appennini alle Ande,
nello zaino i miei pennini e le carte,
dormo nella tenda come uno scout,
scrivo appunti in un diario senza web lay-out.
China Town.
Il luogo non è molto distante,
l’inchiostro scorre al posto del sangue,
basta una penna e rido come fa un clown,
a volte la felicità costa meno di un pound.
China Town, il mio Gange
la mia terra santa
la mia mecca.
Il prodigio che da voce a chi non parla
a chi balbetta.
Una landa lontana
come un amico di penna
dove torniamo bambini come in un libro di Pennac.
Li si coltiva la pazienza degli amanuensi,
l’inchiostro sa quante frasi
nascondono i silenzi.
D’un tratto esplode
come un crepitio di mortaretti
come i martelletti della olivetti di Montanelli.
Le canne a punta cariche di nero fumo,
il vizio,
di chi stende il papiro come uno scriba
egizio.
Questo pezzo lo scrivo
ma parla chiaro,
nell’inchiostro mi confondo
tipo caccia al calamaro.
Sono Colombo
in pena,
che se la rema
nell’attesa di un attracco nella rena
salto la cena.
Scende la sera,
penna a sfera
sulla pergamena
ma, non vado per l’America
sono diretto a China Town.
Vado dagli Appennini alle Ande,
nello zaino i miei pennini e le carte,
Dormo nella tenda come uno scout,
scrivo appunti in un diario senza web lay-out.
China Town.
Il luogo non è molto distante,
l’inchiostro scorre al posto del sangue,
basta una penna e rido come fa un clown,
avvolte la felicità costa meno di un pound.
E’con l’inchiostro
che ho composto
ogni mio testo.
Ho dato un nuovo volto
a questi capelli da Billy Preston.
Il prossimo concerto
spero che arrivi presto,
entro sudato nel furgone
osservo il palco spento.
Lo lascio lì dov’è,
dal finestrino il film è surreale
da Luis Borruel,
arrivo in Hotel e,
la stanza si accende, è quasi mattino,
c’è sempre una penna sul comodino.
China Town.
Il luogo non è molto distante,
l’inchiostro scorre al posto del sangue,
basta una penna e rido come fa un clown,
avvolte la felicità costa meno di un pound.

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