Le luci della centrale elettrica “Questo Scontro Tranquillo” video ufficiale e testo

questo-scontro-tranquillo-videoclip

Questo Scontro Tranquillo, è questo il titolo del nuovo singolo di Vasco Brindi alias Le luci della centrale elettrica, secondo estratto dall’album Costellazioni, pubblicato lo scorso 4 marzo.

Il brano fa seguito al primo singolo I destini generali, ed è accompagnato dal video ufficiale uscito oggi, che è stato diretto da Nico Vascellari, ed è stato girato a Vittorio Veneto in provincia di Treviso, radunando gente sui social network con la promessa di partecipare ad una “festa assurda”.  Vediamo il filmato disponibile da pochissimi minuti.

Ecco quanto scritto dall’artista riguardo il videoclip di questa canzone, nella sua pagina Facebook:

Per il video di questa canzone mi è venuto subito in mente di coinvolgere Nico Vascellari di cui conosco e amo da anni i lavori che siano performance, opere, installazioni, video o la musica che ha fa dai With Love ai Ninos Du Brasil. Tutto che mi sembra rispondere ad una stessa attitudine, urgente e profonda, incendiaria e vitale, atti di amore e atti di guerra. E mi veniva in mente questa canzone, l’ultima che ho scritto per questo disco quando sembrava finito, arrivata all’improvviso, mi è esplosa fra le mani e invece di farmi male mi ha fatto bene. Questo video pensavo fosse l’occasione giusta per conoscersi bene e condividere qualcosa e per farlo avere come sottofondo una festa esagerata, un rito liberatorio nel profondo veneto. Nico ha avuto subito l’l’idea di coinvolgere chiunque volesse partecipare e renderlo protagonista, con la sua presenza nelle riprese ma anche riprendendo a loro volta la giornata e spedendoci quello che avevo filmato con telefonini o telecamere di ogni qualità. Un’invasione nel paese, una cosa da vivere più che da riprendere. Siamo stati in chiese sconsacrate con la musica e la macchina del fumo, in una foresta con una telecamera notturna da cacciatori presa in armeria ma usata per riprendere me che ballavo in mezzo ai daini e agli alberi cercando di non scivolare nel fango, siamo stati in un museo, ho suonato nell’osteria in piazza, abbiamo portato tutti in collina con dei fumogeni. Il tutto si svolgeva a Vittorio Veneto dove c’è Codalunga la sua base operativa, in pieno decentramento, fare succedere le cose dove di solito non succedono. In una giornata iniziata nel primo pomeriggio e finita a tardissima notte, anzi la mattina successiva con dei fuochi d’artificio difficili da filmare perché non ci eravamo accorti che ormai era così tardi che faceva chiaro. E’ stato fondamentale dimenticarsi perché eravamo lì, perdersi nella festa assurda, nel rito liberatorio, in questo scontro che fortunatamente non è stato per niente tranquillo ma bellissimo. Più da vivere che da filmare ma credo che Nico sia riuscito nell’impresa di rendere stupendamente l’idea di quello che è successo quel giorno, di farne più che un videoclip , una macchina del tempo, il documentario di un giorno indimenticabile.

Testo Questo Scontro Tranquillo – Le luci della centrale elettrica
E a Milano non va, a Milano non va sta a Piazzale Loreto.
E’ davvero così bello tutto questo disincanto, questo scontro tranquillo?
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Ma ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti, tutti i tuoi pianti trattenuti.
E a Roma non va, anche a Roma non va vive vicino a Ostiense.
E’ davvero così bello questo ironico distacco, questo scontro tranquillo?
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Ma ci sarò io e arriverò, felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti, tutti i tuoi pianti trattenuti.
Ci sarò io e arriverò, felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti, tutti i tuoi pianti trattenuti.
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.
Luna di Milano dimmi tu,
parlami di tutti i miei amici,
dei nostri sogni assurdi che si sono avverati.
Luna di Roma dimmi tu,
parlami delle canzoni che escono dagli edifici,
dei nostri sogni assurdi che si sono avverati.

Gestione cookie