Guarda il video ufficiale di Essere Non È Da Me, il nuovo singolo di Dargen D’Amico

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Essere Non È Da Me è il titolo del terzo singolo del rapper Dargen D’Amico estratto dal nuovo album D’iO, disponibile in tutti i negozi dal 3 febbraio 2015.

Dopo i precedenti Amo Milano e La mia generazione, Jacopo “Dargen” D’Amico ha scelto la tredicesima ed ultima traccia del disco per tornare a promuovere il sesto lavoro in studio, un pezzo che l’artista definisce come un dialogo con la luna intesa sìa come satellite sia come l’Una e cioè il sinonimo dell’Uno, e quindi dell’Universale, di Dio.

Questa canzone è accompagnata dal video ufficiale rilasciato in data odierna. Il filmato è stato interamente realizzato da Dargen D’Amico, e mostra immagini realizzate nell’ultimo anno tra Asia e Africa, nel periodo di gestazione dell’album.

Potete vedere la clip direttamente da quì, in apertura articolo o su Youtube cliccando sull’immagine sottostante, dopo la quale trovate il testo completo.

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Essere Non È Da Me testo – Dargen D’Amico (Digital Download)

Vagavo per i campi del east-end, una luna in fuga mi ha chiesto sai com’è il big bang?

Credo, immagina tutta la razza umana confessarsi sinceramente in contemporanea, lacrime di coccodrillo, lacrime di collirio.

Non credere sia pentita neanche se lo dico io,

io sogno veramente di allattare il mondo intero

e non mi basta avere un seno funzionante vero.

Ma la verità non è una cosa che conviene,

non è che basta dirla e sei dalla parte del bene.

Io le ho fatto un segno lei ha risposto “non fumo”

immortali amica siamo tutti o nessuna.

E i peccati personali sono poca cosa, se penso al tempo sento solo profumo di ossa.

La sua risposta fu uno sputo molto denso, un confetto, per alcune lune lo sputo è un segno di rispetto.

Avere e avere sbagliato non fanno di me un uomo sbagliato ma fanno di me un uomo.

Se avere è sbagliato essere non è da meno, essere non è da me.

Liberi, semiliberi, siamo simili, quasi liberi.

Liberi, semiliberi, siamo simili, quasi liberi.

Il magnetismo delle stelle crea l’attrattiva del volo, l’egoismo di sbagliare tutto da solo.

Attori raffinati dai mali ma sono tristi anche gli animali è l’ironia che rende umani.

Io conto gli errori per ora, ora per ora sempre con la testa per aria perlomeno non sono in catene, e da qui il cielo riconoscerlo si vede bene.

E poi la luna, shhhh, e guarda altrove, si sente pronta per un nuovo errore, è appena in tempo montala sul vagone, in apnea con un panino e un litro di magone.

E il sole sulla superficie del cielo saliva come sulle dite per la pagina successiva e mi coricavo senza avere sradicato i pregiudizi attorno l’uomo pregiudicato.

Avere e avere sbagliato non fanno di me un uomo sbagliato ma fanno di me un uomo.

Se avere è sbagliato essere non è da meno, essere non è da me.

Liberi, semiliberi, siamo simili, quasi liberi.

Liberi, semiliberi, siamo simili, quasi liberi.